Briciole di Storia

“La Brenta quasi borgo della città di Venezia, luogo di delizia dei Veneti Patrizi” è stata da sempre strettamente legata allo sviluppo ed alla vita della città dei Dogi: annessa alla Serenissima Repubblica Veneta nel XV secolo, vi andarono sorgendo sontuosi edifici con parchi e giardini.

Nei periodi della rinascenza, del barocco e del neoclassico, la Riviera visse il suo momento migliore: vi convenirono le famiglie del patriziato veneziano, vi soggiornarono personaggi illustri, re, principi, uomini di stato, scrittori, poeti ed artisti di fama italiani ed europei.

Tenuta in alta considerazione dal governo veneziano, come un corollario della città lagunare, fu illustrata prima da Padre Vincenzo Coronelli (cosmografo della Serenissima – 1709) e poi dall’architetto e pittore Gian Francesco Costa nel 1750 e 1756; fu raffigurata da celebri pittori come Antonio Canal (detto il Canaletto), da suo nipote Bernardo Bellotto (anch’egli soprannominato il Canaletto) e Francesco Guardi; fu celebrata in versi da poeti di chiara fama (Dante, Byron, D’Annunzio); fu narrata da scrittori (Edith Warton, Andrè Mauriel, Arthur Huxley) ed inoltre descritta nelle “letture da viaggio”, primo depliant turistico della Rviera del Brenta, edito nel 1909 dalla Società Veneta Ferrovie dopo l’elettrificazione della tramvia Padova-Fusina.

In questo contesto “venendo dalla volta fuori delle vecchie porte della Mira, dopo la curva della strada, affiancata dalla stazioncina della soppressa tranvia, appare la massa verde del Parco della Villa Olanda, dall’edificio tardo-ottocentesco entro recinto con cancelli in ferro battuto” . Antecedentemente sorgeva nel sito la Villa Foscarini, rappresentata dal Costa, indicata nel disegno di Pietro Lucchesi col titolo di “Isole Foscarine”, iscritta nel Catasto Napoleonico quale “Casa d’affitto di Marco Foscarini” (tratto da: “Monumentalità della Riviera del Brenta “ di Marco Guiotto, Edizioni Signum, Padova, 1983) ……..

Villa Olanda, costruita nel 1899 dall’allora proprietario Ferruccio Fioravanti su progetto dell’ing. Venanzio Guerci di Alessandria, è parte integrante di quel patrimonio artistico-architettonico che, affacciandosi sul canale, ha deliziato prima i patrizi veneti per poi divenire percorso di interesse turistico-culturale per quei viaggiatori che, andando per parchi e ville, desiderano conoscere, soggiornare e sentirsi partecipi di quella splendida scenografia che ha fatto da radiosa cornice alle feste, agli avvenimenti ed ai cortei acquei che tanto hanno animato “la Brenta”, rendendola il naturale prolungamento del Canal Grande di Venezia.